17 Gennaio 2016 – “L’Avaro” – secondo appuntamento della stagione teatrale “Non ci resta che…ridere” 2015-2016

WEB Manifesto 140x100 L'AvaroLa compagnia Teatrale “Colatalavica” al Teatro “Nelson Mandela” di Misterbianco Ct, ci propone un nuovo allestimento de L’avaro, di Molière rivisitato e riadattato da Lilia Romeo, fedele alla lettura del testo ma al tempo stesso libero da incrostazioni. Ne risulta una pièce coinvolgente, ironica e graffiante, che ben ci dimostra come questa grande opera di Molière abbia ancora, e l’avrà sempre, molto da dirci.

L’impianto scenografico e i costumi d’epoca e “non solo” voluti da Silvio Salinari, Regista rivoluzionario, si fa elemento portante in grado di accogliere, nella sua geometrica funzionalità e nei rimandi simbolici di una luce corrusca, la profondità sfaccettata del testo e la coesione, davvero ragguardevole, con cui la compagnia si rivela capace di appartenere al disegno registico. Una vera e propria casa forziere dove Michele Anello, nei panni del vecchio Arpagone, vive incalzato dalle trame ordite dai figli e dalla servitù. L’uomo non solo non molla un grammo del proprio denaro, che custodisce avidamente dentro a una cassetta, ma s’intromette nella loro vita sentimentale e tiene avvinghiati alla brama della ricchezza il destino di ognuno di loro. I tratti negativi di un singolo divengono qui i limiti di una collettività interamente soggiogata dalla brama di ricchezza.

Attraversata da una vena di straordinaria ironia, che Molière attinge dalla grande tradizione del teatro classico latino di Plauto, la commedia si rivela un impianto di eccellente solidità, chiuso a cerniera da un doppio ordine di strutture, quella primaria dell’avarizia all’interno della quale si sviluppa la trama del raggiro e dell’inganno. L’alternanza sapiente dei toni alti del vagheggiamento amoroso con quelli bassi dell’attaccamento al denaro, la continua mescolanza di comico e di paradossale, conferiscono alla storia un’aura di irresistibile presa sullo spettatore.

Un perfetto dosaggio di effetti fa sì che la rappresentazione scorra a meraviglia con risate a crepapelle date da un eccellente humour. Uno humour colorato che Michele Anello con la sua straordinaria caratterizzazione, fa suo, restituendoci la superlativa parodia caricaturale di un Arpagone arcigno e avido, chiuso in una tragica maschera.

E mentre questi ha buon gioco nel fare imperterrito teatro della meschinità del protagonista, gli altri attori non sono da meno nel tratteggiare una coralità di personaggi, divisi tra temerarietà e calcolo, dal carattere altrettanto funzionale al risultato dell’opera. Non vi è alcuno schiacciamento del testo, solo smussato delle più esilaranti inflessioni dialettali catanesi, ma anzi il mondo di Molière ci fa spazio e il comico si afferma amaro e schietto..

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